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Stabilire una connessione consapevole e compassionevole: la conditio sine qua non della resilienza e del benessere

                 

Webinar in lingua inglese, con traduzione simultanea in italiano
8-9 Aprile 2022 – ore 16:00-22:00

La resilienza, ossia l’insieme di capacità necessarie per affrontare le sfide e le crisi della vita con abilità ed efficacia, è fondamentalmente essenziale per la nostra sopravvivenza e il nostro benessere. Il bisogno di resilienza sembra, infatti, non scomparire mai, soprattutto in momenti di incertezza, sconvolgimento e di transizione radicale. Aiutare i clienti a sviluppare strategie adattive per reagire non soltanto alle delusioni della vita quotidiana, ma anche a eventi catastrofici fuori dall’ordinario, è un elemento centrale del processo terapeutico, a prescindere dall’orientamento clinico o dalla modalità terapeutica adottata dal singolo terapeuta.

Un aspetto essenziale per reagire abilmente a qualsiasi avversità – più o meno grave che sia – è la capacità di assumersi la responsabilità delle proprie scelte. I clinici possono, dunque, aiutare i clienti a coltivare la propria flessibilità di risposta, capacità intrinseca nel loro cervello, mettendoli così nelle condizioni non soltanto di riprendersi (bounce back) da qualsiasi perdita o avversità, riacquistando la propria stabilità e flessibilità, ma anche di andare avanti con la propria vita (bounce forward), ricreando una nuova normalità e trasformando le avversità in opportunità di apprendimento e di crescita.

“Il modo in cui reagisci al problema…è il problema.” Frankie Perez

Consapevolezza, compassione e connessione – coltivate sia nel terapeuta che nel cliente – sono prerequisiti indispensabili per creare la sicurezza e la fiducia di cui i clienti hanno bisogno per provare a utilizzare nuove modalità di risposta ai dispiaceri e alle difficoltà della loro vita.

La consapevolezza è la presa di coscienza, il riconoscimento e l’accettazione che consentono di fare chiarezza sui nostri pensieri e punti di vista, permettendoci così di distinguere le reazioni efficaci da quelle che non lo sono; in questo modo, riusciamo a individuare le opzioni migliori e a fare scelte più sagge.

La compassione è un interesse profondo nei confronti del dolore e della vulnerabilità che avvertiamo quando ci troviamo ad affrontare difficoltà e tragedie, personali o collettive. La compassione ci permette di sentirci centrati e in equilibrio nel bel mezzo delle avversità, dinnanzi alla perdita o al trauma.

La compassione crea un senso di sicurezza e fiducia co-regolato, che consente ai clienti sia di trovare rifugio nei e attingere risorse dai rapporti con gli altri, che di assumersi il rischio di scegliere nuove e più efficaci modalità di risposta alle delusioni, le difficoltà e persino le catastrofi della vita.

Il Webinar offrirà un insieme completo di strumenti e di pratiche terapeutiche messe a punto grazie all’integrazione di nozioni tratte dalle moderne neuroscienze, dalle terapie del trauma occidentali e dalle tradizioni contemplative orientali. L’obiettivo di tali pratiche è, appunto, aiutare i clienti ad annullare l’impatto dello stress e del trauma, a “ricablare” i pattern di coping difensivi, disfunzionali, che bloccano la crescita, e a recuperare la propria resilienza, riuscendo così ad affrontare qualsiasi cosa in modo sicuro, efficace ed efficiente.

Modalità: FAD
ECM: 8 ECM
Periodo: 8-9 Aprile 2022
Lingua: Webinar in lingua inglese, con traduzione simultanea in italiano
Video registrazione sempre disponibile
Costo: 150,00€

Attraverso sessioni didattiche, esercizi esperienziali e discussioni di gruppo, i partecipanti impareranno a:

 

  1. Per prima cosa, identificare i tre processi principali alla base dello sviluppo della resilienza.
  2. Descrivere i cinque processi principali per creare un “contenitore” terapeutico caratterizzato da connessione, sicurezza e fiducia.
  3. Implementare una serie di pratiche finalizzate a empatizzare con le esperienze dei clienti evitando il rischio di stanchezza da compassione (compassion fatigue) o burnout.
  4. Fornire esempi relativi ai quattro processi principali di cambiamento cerebrale che, sfruttando la neuroplasticità del cervello, promuovono nuove scelte in termini di comportamenti di coping.
  5. Insegnare ai propri clienti cinque strumenti centrati sul corpo – focalizzati sul respiro, il tocco e il movimento – per aiutarli a regolare la reattività del proprio sistema nervoso, ripristinando quello stato di calma e, al tempo stesso, pieno di energia, che identifica il loro equilibrio fisiologico di base.
  6. Dimostrare l’utilizzo di pratiche focalizzate sulle emozioni positive – come quelle relative alla gratitudine e alla positività – per aiutare i clienti a contrastare il bias di negatività del cervello, modificandone il funzionamento in modo da sostituire reattività e contrazione con maggiore apertura, ricettività e ottimismo.
  7. Insegnare ai clienti il cosiddetto “metodo ABC” (focalizzato su consapevolezza, riconoscimento, accettazione; capacità di stare con le emozioni difficili e di “fare amicizia” con esse; compassione, interesse e curiosità) per lavorare con le emozioni difficili. Tale metodo consente di lavorare con emozioni negative come la paura, la rabbia, la tristezza o la vergogna, evitando che vengano represse o che il cliente venga “sabotato” da esse.
  8. Insegnare ai clienti pratiche di auto-consapevolezza e di auto-accettazione che permettano loro di integrare tutte le proprie parti, guarire la vergogna tossica, e mandare finalmente “in pensione” il critico interiore.
  9. Insegnare ai clienti pratiche di visualizzazione guidata finalizzate a creare una serie di risorse virtuali dentro di loro (es. il Sé più saggio; l’Amico compassionevole; il bravo Genitore interiore, etc.).
  10. Insegnare ai clienti una serie di strategie volte ad aiutarli a riacquistare fiducia in sé stessi e negli altri, divenendo sempre più abili nel trovare rifugio e nuove risorse nei rapporti con le altre persone.
  11. Utilizzare diverse pratiche della Mindfulness per tollerare tutto ciò che accade (e le proprie reazioni a ciò che accade), imparando a distinguere tra i vari pattern mentali esistenti, i sistemi di credenze e i punti di vista che “filtrano” percezioni e reazioni agli eventi stressanti, con l’obiettivo di monitorare e modificare i risultati di nuove scelte e nuovi comportamenti.
  12. Descrivere le differenze tra una mentalità, una mentalità di crescita e una mentalità resiliente.

DOCENTE

Linda Graham
MFT vanta una consolidata esperienza come psicoterapeuta e insegnante del metodo Mindful Self-Compassion in tutta l’area della San Francisco Bay. Il suo approccio, insegnato sia a livello nazionale che internazionale, si basa sull’integrazione tra i più moderni studi neuroscientifici, la Mindfulness e la psicologia relazionale. La Dott.ssa Graham è, inoltre, autrice di due volumi: il più recente, “Resilience: Powerful Practices for Bouncing Back from Disappointment, Difficulty, and Even Disaster”, pubblicato nel 2018, e “Bouncing Back: Rewiring Your Brain for Maximum Resilience and Well-Being”, pubblicato nel 2013 e vincitore di numerosi riconoscimenti. Tutte le newsletter settimanali sul tema della resilienza (“Weekly Resources for Recovering Resilience”) che ha pubblicato negli ultimi 10 anni, sono disponibili sul sito www.lindagraham-mft.net.

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